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KOSHI NX8: prima di essere una barca elettrica, è stata un’esigenza personale

La passione per la pesca, l’esperienza in mare e la continua ricerca di qualcosa di migliore. Vi racconto da dove nasce il nostro primo progetto elettrico.

La barca elettrica KOSHI NX8 su acqua calma in un porto

In KOSHI abbiamo sempre preferito lasciare che fossero i risultati a parlare. Negli anni abbiamo progettato e realizzato imbarcazioni che non sono mai arrivate sul mercato, semplicemente perché non rispecchiavano pienamente le mie aspettative.

Per me innovare non significa necessariamente creare qualcosa di nuovo, ma avere il coraggio di mettere tutto in discussione finché non si raggiunge il risultato desiderato.

È questa passione, prima ancora di qualsiasi opportunità commerciale, che ci spinge a fare ciò che facciamo. Ed è proprio da questa filosofia che nasce la KOSHI NX8.

Ma partiamo dall’inizio. Prima di essere un costruttore, sono un pescatore.

A raccontarvi questa storia sono io, Shkamb Koshi, fondatore della Koshi Marine.

La pesca è una delle mie più grandi passioni, fin da quando ero bambino. Negli anni sono cambiate le barche, sono cresciute le responsabilità e le sfide professionali, ma il mio legame con il mare è rimasto lo stesso.

Da anni trascorro quasi ogni fine settimana nell’Adriatico, tra amici e famiglia, dedicandomi alla pesca offshore. Per me non è soltanto uno sport o un passatempo: è il modo migliore per staccare dalla frenesia del lavoro, liberare la mente e ritrovare il mio equilibrio.

Ma c’è un altro aspetto fondamentale: il mare è anche il mio più grande laboratorio di sperimentazione.

Una cosa è progettare e costruire un’imbarcazione, un’altra è viverla personalmente, settimana dopo settimana, affrontando condizioni diverse e scoprendo esigenze che difficilmente emergerebbero durante una semplice prova.

È proprio attraverso queste esperienze che, negli anni, ho iniziato a immaginare soluzioni nuove, a mettere in discussione ciò che già funzionava e a chiedermi continuamente: possiamo fare ancora meglio?

La KOSHI NX8, prima ancora di nascere come progetto, è nata proprio così: da tante giornate trascorse in mare e dal desiderio di vivere questa passione in un modo completamente nuovo.

La barca elettrica KOSHI NX8 su acqua calma, con un porto commerciale sullo sfondo

Dalla ricerca della velocità alla ricerca dell’efficienza

Con KOSHI abbiamo sviluppato imbarcazioni dagli 11 ai 51 piedi, tutte accomunate dalla stessa filosofia: superare i limiti, ricercare le massime prestazioni e ottenere la migliore efficienza possibile nella propria categoria.

Negli anni abbiamo investito enormi energie nello studio delle carene, nella riduzione del peso e nell'ottimizzazione di ogni dettaglio, raggiungendo risultati straordinari. La nostra ammiraglia, la KOSHI 51 GT, capace di avvicinarsi alle 100 mph nonostante le sue dimensioni, è una delle dimostrazioni più significative di questo percorso.

Ma per me la velocità non è mai stata soltanto una questione di numeri. È il risultato di un equilibrio tra ingegneria, leggerezza, potenza ed efficienza. E soprattutto, è la dimostrazione di quanto si possa ottenere quando si cerca continuamente di migliorare.

Oggi, con la NX8, voglio portare questa filosofia verso una nuova sfida.

Non voglio semplicemente costruire una barca elettrica. Voglio dimostrare che l'esperienza accumulata nella ricerca delle massime prestazioni può fare la differenza anche nell'elettrico, dove ogni chilogrammo, ogni cavallo e ogni chilowattora contano ancora di più.

Perché la vera innovazione, per me, non è soltanto andare più forte. È riuscire a fare di più, utilizzando meno energia.

Le ragioni concrete che mi hanno spinto a cercare un’alternativa

Nonostante gli ottimi risultati raggiunti con le nostre imbarcazioni in termini di efficienza e consumi, negli anni mi sono reso conto che c'erano ancora aspetti dell'esperienza in mare che avrei voluto migliorare.

Prendiamo un esempio concreto: durante un normale weekend di pesca mi capita di consumare 200–300 litri di carburante con il KOSHI 32, oppure 100–150 litri con il più piccolo KOSHI 21. Parliamo di imbarcazioni molto efficienti nelle rispettive categorie, ma che comportano comunque costi di utilizzo importanti.

Fino a qualche tempo fa, con circa 300–400 euro riuscivo a godermi un intero weekend in mare. Oggi quella cifra può essere facilmente superata.

E qui nasce una riflessione molto semplice: perché una passione dovrebbe essere limitata dai costi necessari per viverla?

Se vorrei uscire cinque volte, ma per ragioni economiche finisco per uscire soltanto tre, significa che c'è ancora qualcosa che possiamo migliorare.

A questo si aggiungono manutenzioni, imprevisti e inconvenienti che conosco bene. Mi è capitato personalmente di avere problemi legati alla qualità del carburante, con conseguenti interventi sui motori. Situazioni che comportano non soltanto costi, ma anche tempo perso e giornate in mare compromesse.

Ma c'è un altro aspetto che, da pescatore, mi interessa particolarmente: il silenzio.

Chi pratica la pesca offshore, soprattutto al tonno durante le mangianze in superficie, sa quanto sia importante avvicinarsi con discrezione, riducendo al minimo rumori e disturbi. Ho sempre immaginato quanto sarebbe interessante poter affrontare queste situazioni con una propulsione più silenziosa, precisa e immediata nella risposta.

Naturalmente sarà il mare a dirci quanto questo vantaggio possa fare la differenza nella pratica.

Ed è proprio mettendo insieme tutte queste esperienze, consumi, manutenzione, rumore e desiderio di vivere il mare con maggiore libertà, che ho iniziato a pormi una domanda:

E se riuscissimo a costruire una barca capace di conservare il DNA sportivo di KOSHI, ma di offrire un'esperienza completamente diversa, più semplice, silenziosa ed economica nell'utilizzo?

È da questa domanda che la mia curiosità per la propulsione elettrica ha cominciato a trasformarsi in un progetto concreto.

Perché ho iniziato a credere nell’elettrico

Il mio interesse per la propulsione elettrica è nato anche dall’esperienza personale con le automobili elettriche. Sono rimasto particolarmente colpito dalla risposta immediata, dalla fluidità, dalla silenziosità e dalla sensazione di controllo che questa tecnologia riesce a offrire.

Da appassionato di motori e prestazioni, mi sono chiesto: perché non portare queste caratteristiche anche nel mondo della nautica, applicandole a una barca progettata esattamente come la vorrei io?

Ma tra avere un’idea e decidere di investire concretamente in un progetto c’è una grande differenza.

Negli ultimi anni ho visitato numerose fiere internazionali, approfondito diverse tecnologie e valutato le soluzioni di propulsione elettrica disponibili sul mercato. Cercavo qualcosa che potesse realmente soddisfare le nostre aspettative, soprattutto in termini di rapporto peso-potenza, efficienza e prestazioni.

Ma fin dall'inizio avevo una convinzione molto chiara: non volevo semplicemente prendere una barca esistente e sostituire il motore a benzina con uno elettrico.

Volevo sviluppare un'imbarcazione pensata attorno a questa tecnologia, sfruttando tutto ciò che abbiamo imparato negli anni sulla leggerezza, sull'idrodinamica e sull'efficienza delle nostre carene.

Perché un motore, per quanto evoluto, da solo non può fare miracoli. È l'equilibrio tra scafo, peso, batterie, propulsione e progettazione a determinare il risultato finale.

Ed è proprio qui che credo KOSHI possa fare la differenza.

La NX8 non è soltanto una barca con un motore diverso

Uno dei maggiori punti di forza di KOSHI è l'esperienza maturata negli anni nella lavorazione dei materiali compositi, nella costruzione leggera e nello sviluppo di carene ad alte prestazioni.

Con la NX8 vogliamo mettere tutto questo patrimonio di conoscenze al servizio di una sfida completamente nuova: ottenere il massimo risultato possibile da ogni singolo chilowattora di energia disponibile.

La nostra filosofia è semplice: anziché compensare i consumi aggiungendo continuamente batterie, preferiamo partire dall'efficienza dell'imbarcazione stessa. Ridurre il peso, ottimizzare la carena, studiare la distribuzione delle masse e sfruttare al meglio la potenza disponibile.

Per questo abbiamo dedicato grande attenzione alla progettazione, utilizzando simulazioni CFD, studi idrodinamici e confronti con imbarcazioni KOSHI già sviluppate e testate con propulsione tradizionale.

Questo ci permette di affrontare il progetto con aspettative concrete, basate sull'esperienza e su dati tecnici, pur sapendo che saranno le prove in mare a confermare i risultati.

Ma la NX8 non deve essere soltanto efficiente sulla carta. Voglio che sia una barca piacevole, intuitiva e soprattutto facile da vivere.

Dalla risposta ai comandi alla gestione dell'energia, dall'integrazione della strumentazione da pesca alla semplicità delle manovre: ogni dettaglio deve contribuire a rendere l'esperienza a bordo più naturale e senza complicazioni.

Naturalmente, ci sono ancora aspetti fondamentali da verificare, come l'autonomia reale, i consumi alle diverse velocità, l'influenza delle condizioni del mare e la praticità della ricarica.

E proprio per questo non vogliamo limitarci a promettere numeri.

Vogliamo dimostrare, attraverso test reali, che una progettazione intelligente può fare la differenza non soltanto nelle prestazioni, ma anche nei costi di utilizzo e nella libertà di vivere il mare.

La nostra convinzione, la prossima sfida: il 2027

Se c'è una cosa che ho imparato in tutti questi anni, è che non vale la pena iniziare un progetto se non si è convinti di poter fare davvero la differenza.

Oggi, dopo mesi di studi, progettazione, simulazioni e confronti con le nostre esperienze precedenti, posso dire di avere grandi aspettative per la KOSHI NX8.

Non perché abbiamo già tutte le risposte, ma perché conosciamo il lavoro che c'è dietro e sappiamo esattamente quali risultati vogliamo raggiungere.

All'inizio del 2027 è prevista la realizzazione del primo esemplare, e sarà finalmente il momento di mettere alla prova tutto ciò in cui abbiamo creduto: prestazioni, efficienza, autonomia, silenziosità e, soprattutto, il piacere di vivere il mare.

Come abbiamo sempre fatto, saranno i test reali a parlare. Non ci accontenteremo di un numero interessante sul display: vogliamo verificare il comportamento della NX8 nelle condizioni per cui è stata realmente progettata.

Ma al di là dei dati tecnici, per me questo progetto ha un significato molto più personale.

Vorrei poter trascorrere ancora più giornate in mare, pescare con gli amici, condividere momenti con la mia famiglia e godermi questa passione con meno preoccupazioni legate ai consumi, alla manutenzione e al rumore.

E sono convinto che molte altre persone condividano lo stesso desiderio.

La NX8 nasce per chi non vuole semplicemente possedere una barca, ma vuole viverla il più possibile.

Non voglio semplicemente costruire la prima KOSHI elettrica. Voglio creare una nuova ragione per uscire in mare.

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